22 Nov Da opificio a eccellenza contro la povertà energetica: la nuova vita degli stabilimenti Eridania in Basilicata
L’ex stabilimento di Eridania a Policoro, in provincia di Matera, tornerà a nuova luce. È stato infatti proposto di riqualificare l’ex zuccherificio, abbandonato e fatiscente, trasformandolo in un centro d’avanguardia contro la povertà energetica. Ovvero contro l’impossibilità per le famiglie, soprattutto in Sud d’Italia, di accedere a beni e servizi come impianti di riscaldamento, raffreddamento, illuminazione e gas.
A presentare il progetto “SI-FA” (Società&energIa: il Futuro della bAsilicata) all’amministrazione comunale un partenariato misto pubblico e privato con, a capo, il consorzio Train. L’organismo di ricerca privato no profit si avvarrà del supporto di alcuni partner fra cui La Cascina Costruzioni, azienda del Gruppo La Cascina Cooperativa, proprietaria dell’immobile, che punta così a dare nuova vita a tutta l’area interessata nel Comune di Policoro proiettandola verso il futuro.
Fondato agli inizi degli Anni ’50, lo zuccherificio di Eridiana ha rappresentato nel tempo punto nevralgico del tessuto economico-sociale della Regione. Ora, grazie all’iniziativa progettuale del Consorzio, potrà tornare a ricoprire quel ruolo con uno sguardo, però, allo sviluppo tecnologico ed energetico. Il nuovo Centro, infatti, si costituirebbe come un vero ecosistema dell’innovazione, un luogo fisico di incontro e di contaminazione costruttiva in cui diventa tangibile la funzione propositiva e dinamica della ricerca in connessione ai bisogni della società sul delicato tema della povertà energetica. Tema vissuto in particolare al Sud d’Italia dove la frequenza del fenomeno supera in diversi casi il 24 %.
L’ex opificio diverrà quindi un hub aperto alle sperimentazioni e ai laboratori di efficienza energetica, di integrazione del fotovoltaico, dell’eolico in edilizia, delle agro-energie e del settore delle “Smart Grid”. I ricercatori potranno promuovere progetti di ricerca orientati allo sviluppo di tecnologie energetiche per il sociale e a favore della transizione energetica, sviluppare servizi e prodotti innovativi anche a tutela delle famiglie energeticamente vulnerabili, favorire il trasferimento tecnologico verso le imprese operanti sul territorio in ambito energetico, edilizio e tecnologico, aumentandone quindi l’attrattività sul mercato. Senza tralasciare poi la chance di agevolare la valorizzazione e diffusione dei risultati e creare prospettive di lavoro per le professionalità formate.
“L’opera di riqualificazione – spiega Cosimo Latronico, presidente de La Cascina Costruzioni – sarà attenta anche alle modalità di ristrutturazione dell’edificio pre-esistente e delle zone limitrofe: avremo cura di armonizzare le esigenze di risanamento ambientale e riqualificazione paesaggistica a quelle della tutela del patrimonio superstite che caratterizza l’opificio come i capannoni più significativi dell’opificio con le loro strutture in acciaio”.
“La struttura, gli ambienti esterni e le aree di sua pertinenza – continua il dirigente – dovranno essere laboratorio dinamico e insieme sito dimostratore delle potenzialità che le più moderne tecnologie progettuali, edilizie ed energetiche possono avere rispetto al corretto utilizzo della risorsa energetica, al conseguente abbattimento dei costi e, come conseguenza, al contrasto della povertà energetica delle famiglie”.
Nelle attività di riqualificazione saranno seguiti i dettami della bioedilizia: valutare le caratteristiche paesaggistiche e del terreno tenendo in conto clima, vegetazione, umidità, temperatura minima e massima, quantità di illuminazione naturale; utilizzare materiali e tecniche sostenibili verificandone l’impatto ambientale; far uso di energia rinnovabile per ridurre in modo significativo il consumo consumi di energia ottenuta da fonti convenzionali altamente inquinanti e non rinnovabili, garantendo autonomia energetica, risparmio economico e riduzione delle emissioni di gas a effetto serra; garantire comfort acustico, termico e visivo.